Arezzo. Visioni e vedute

Visioni e vedute. Al fine di arricchire ulteriormente la collana la Banca ha deciso di alternare ai tradizionali volumi a carattere memorialistico, alcuni album iconografici che consentano di vedere i luoghi precedentemente raccontati fornendo una serie di originali ritratti di città. La prima uscita è dedicata ad Arezzo città di origine di Banca Etruria e luogo cui essa è particolarmente legata. Con il volume che contiene anche diverse immagini inedite Banca Etruria ha voluto regalare ad Arezzo, nell'anno di Piero della Francesca, la prima raccolta completa ed organica dell'iconografia della città e della sua fisionomia inconfondibile.

immagine della copertina di: Arezzo. Visioni e vedute
L'essersi sviluppata soltanto sul versante solatio di una modesta altura, così che si può dire che essa ha un prospetto e un retro, una parte inondata dalla luce ed una parte in ombra, infatti la rendono unica tra le città dell'Italia centrale. Si tratta di un genere di insediamento collinare che a sua volta ha condizionato l'inquadratura vedutistica della città che, dal XV secolo in poi, viene colta quasi esclusivamente da mezzogiorno, dalla scomparsa Apparita, presso l'Olmo, e poi dal più vicino colle del Pionta che si trova sulla medesima traiettoria visiva.

La tradizionale inquadratura da sud consente ai vedutisti, viaggiatori e 'paesanti' di ottenere quel genere di 'estensione e varietà' del campo visivo che, secondo il Milizia, sono qualità imprescindibili di ogni 'bella veduta'. Oltre a scorci e vedute della città, questo volume raccoglie alcune raffigurazioni immaginarie, o visioni, da Giotto, Benozzo Gozzoli, a Piero della Francesca, che hanno avuto il merito di imporsi nell'immaginario universale come autentici prototipi di città medievale e rinascimentale.

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