Il Casentino, Vedute e immagini fra Ottocento e Novecento

Per il visitatore d'oggi percorrere le strade del Casentino vuol dire sperimentare un arcano viaggio nel tempo.
La "Valle Chiusa", è l'epiteto che ne definisce la naturale predisposizione geografica in cui "la sequenza dell'alpe sigilla la conca valliva dello sperone della Verna, alla Giocana, al Pratomagno."

Il fascino del Casentino si dimostra proprio nella singolare quanto profonda contraddizione che si instaura fra la chiusura quasi gelosa, non priva di sussiego, da un lato, e dall'altro la dimensione cosmopolita di cui ha saputo a tratti godere. Voci di viaggiatori illustri, si rivolgono ancora oggi al viandante non frettoloso parlandogli, come fa Sir Richard Colt Hoare nel 1791, delle loro escursioni e dei loro itinerari ai santuari di Camaldoli o della Verna.

immagine della copertina di: Casentino, Vedute e immagini fra Ottocento e Novecento

Ma il Casentino è stato anche una grande, inesauribile risorsa per l’occhio del pittore, dell'incisore e dell'illustratore di libri. Se nell'ottica forestiera la "valle chiusa" è quel luogo che esercita ancora sul viandante occasionale la seduzione della smemoratezza e dell'oblio, in noi quella stessa valle esercita il consapevole e quanto mai opportuno interrogativo di come considerare, tutelare e gestire oggi una così preziosa risorsa dell'immaginario.

Questo album iconografico dedicato al Casentino arricchisce la collana con il ritratto di un contesto ambientale di particolare pregio naturalistico e culturale.

Torna indietro