La Terza Roma. Dalla Citta' Santa alla Capitale del Regno d'Italia
Il passaggio di Roma nel 1871 da “città santa” dello Stato Pontificio, a capitale del Regno d’Italia si traduce nella profonda trasformazione di un assetto urbanistico rimasto per lungo tempo relativamente immutato. La nuova funzione alla quale è chiamata a rispondere la città come sede del governo e della vasta burocrazia ministeriale provoca una travolgente “febbre edilizia” ed un’ampia speculazione su terreni entro e fuori le mura.Vengono così demolite numerose ville e giardini di cui si lottizzano i terreni. Nel contempo, al fine di creare piazze e rettifili e attuare opere di bonifica, si interviene nel cuore della città con lo stravolgimento di intere zone monumentali e la cancellazione delle rive e dei porti fluviali. |
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L’album documenta le perdite e i mutamenti conseguenti a questa profonda, improvvisa e sovente improvvida trasformazione, sia da un punto di vista illustrativo con dipinti, disegni e stampe dell’epoca, sia mediante testimonianze di studiosi e intellettuali stranieri e italiani (da Gregorovius, a Zola, a James, a Story, e D’Annunzio, per citare solo alcuni) che denunciarono al mondo intero la devastazione della “capitale dell’antico”.
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