La Valtiberina. Viaggiatori stranieri fra il XIX e il XX secolo
Fra la metà del Seicento e la metà dell'Ottocento, tramontata l'epoca delle signorie e dei principati, l'alta valle del Tevere e le sue cittadine rimangono pressoché escluse dal transito dei viaggiatori stranieri. Il viaggio d'istruzione, noto come grand tour, si svolge infatti secondo un itinerario che non comprende la Valtiberina. Solo con l'unità d'Italia l'alta valle del Tevere torna ad essere luogo di transito e meta sempre più frequente di un appassionato pellegrinaggio culturale. Il fenomeno è dovuto a fattori concomitanti che si rilanciano a vicenda e che, nel complessivo riassetto viario, comprendono il fascino storico e naturalistico del primo Tevere, l'ombra di Plinio il Giovane, la suggestione di santuari e romitori francescani e soprattutto il richiamo delle opere di Piero della Francesca, il pittore più ammirato sull'onda del revival dei primitivi. |
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E Piero ci insegna ancora oggi a interpretare la bellezza di questo anfiteatro vallivo attraversato dal fiume della storia elevandolo a metafora di microcosmo ideale in sè compiuto. Un piccolo universo che da Anghiari, a Sansepolcro, a Città di Castello, a Umbertide offre tutte quelle componenti di storia, d'arte e di sapiente rapporto con il paesaggio che spingono i forestieri di ogni dove ad amare l'Italia e la sua civiltà.
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