Redatti dalla scrittrice cosmopolita Vernon Lee fra il 1895 e il 1905, questi “fogli di un diario” romano, inedito in Italia, compongono lo scenario sul quale si staglia l’idea, espressa da una bella pagina del suo Genius Loci, secondo la quale Roma sarebbe uno di quei rari luoghi al mondo in cui “ogni individuo può vivere abitualmente senza perdere il senso del piacere, della meraviglia e della gratitudine”. Sostiene infatti la scrittrice che il leggendario potere che la città esercita sui nostri cuori non può essere sondato neppure da coloro che si ritengono i suoi più devoti amanti. “Ci vogliono mesi ed anni di quotidiana residenza”, prosegue ancora Vernon Lee, “per apprezzare davvero il modo straordinario in cui le difficoltà e gli aspetti più banali della vita, lontano dallo sminuire questo suo ascendente sull’immaginazione, appaiono in tutta la loro nullità. Una volta che si sia abbandonata all’atmosfera di serena severità di Roma, in quella sicurezza che Roma tacitamente comunica, questa vita, per quanto breve, merita di essere vissuta con convinzione e con grazia”. Quello di Vernon Lee si rivela quindi un tributo originale, in pari tempo geniale e sensibilmente epidermico, basato sulla fiducia, tipica della cultura di quegli anni, che la “splendida retorica” di Roma, la grandiosità dei suoi monumenti, la sua fama antiquaria e la sua eco cosmopolita sapessero fagocitare e dissolvere le offese che si addensavano sulla città divenuta da poco capitale dello Stato unitario. Nella vastissima bibliografia romana, questo diario inedito acquisisce una sua collocazione e per questo Banca Etruria è lieto di offrirlo alla città e al suo ampio circondario nel segno di un lungo e sedimentato rapporto. |

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