Luoghi celebri di Firenze

Solo il fortunato connubio di una cultura di respiro europeo con la sensibilità visiva di un pittore di paesaggio, qual era l'inglese William Blundell Spence, ha potuto dar vita a questa guida dell'ultima Firenze granducale, un testo che rimane ancor oggi una delle più vive testimonianze dell'epoca e un ottimo esemplare di letteratura artistica minore. Il nostro cicerone non si limita infatti a stilare per il viaggiatore appassionato un vademecum di prammatica scandito in giornate, con l'illustrazione di gallerie, chiese, monumenti e con itinerari dentro e fuori le mura cittadine, ma dedica spazio a pittori, scultori ed artisti del tempo e ai loro atelier.

immagine della copertina di: Luoghi celebri di Firenze

Con ciò egli ha il destro di passare in rassegna, con fare piacevole eppure puntuale, le scuole di maggior grido allora in Firenze. Gustose sezioni sono poi dedicate all'arte dei 'copisti' di professione, agli artigiani e agli antiquari, senza tralasciare una serie di consigli per chi veniva a Firenze con l'animo di acquistare un fondo oro o magari un Andrea del Sarto. Scritta con il fine immediato di 'condurre il forestiero per mano' nell'intrico delle vie cittadine o verso i belvedere del circondario, la guida di Spence non tralascia l'occasione di tracciare arguti bozzetti di vita cittadina, da quella 'becera' dei caffè e delle botteghe, a quella ovattata dei salotti anglofili.

Nel complesso, dunque, la guida ci restituisce uno dei ritratti più fini del magnanimo tramonto della Firenze granducale; una Firenze 'perduta', certo, ma ricca di colore, di fermenti culturali, di creatività e di una sottile ironia che previene ancor oggi la tentazione di una lettura troppo nostalgica.

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