Il passato medievale è consustanziale a Perugia, come già quello etrusco e alimenta il fascino intriso di minaccia e di mistero della città, un fascino che trae ombroso vigore, per legge del compenso, dalle folgoranti, atmosferiche dilatazioni delle sue vedute. Fra le città collinari, Perugia è una delle più aeree e allo stesso tempo la più intestina nei suoi percorsi. Altre città d'arte possono essere più meandriche e avvolgenti; nessuna raggiunge la sua paradossale inclusività. Sono queste alcune delle suggestioni che suscita in noi la lettura di queste pagine che il giovane René Schneider scriveva en touriste nel 1905. Un ritratto della città e del suo incomparabile circondario che si aggiunge a quel ricco inventario di testimonianze che vanno dalle celeberrime pagine «perugine» del Fauno di marmo di Hawthorne, alla guida di Margaret Symonds e di Lina Duff Gordon apparsa alla fine del secolo scorso. Voci e testimonianze che invitano il residente ed il forestiero a scoprire e a riscoprire con occhi nuovi quella che il padre di Margaret, lo studioso dell'arte italiana J. A. Symonds, definì «la regina delle città collinari italiane». |