La teoria monetaria della produzione

 

Augusto Graziani

Tra i principi enunciati nella generalità dei manuali di economia, la moneta assume una triplice funzione, di unità di misura dei valori, di intermediario degli scambi e di riserva di valori. La teoria classica e quella neoclassica pongono l'accento sulla funzione della moneta come intermediario degli scambi, quella keynesiana sulla funzione invece di riserva di valore. La teoria del “circuito monetario”, sviluppatasi in Francia a partire dagli anni Settanta, e di cui l'autore è l'esponente principale in Italia, rifiuta le concezioni della moneta finora elaborate, definendola un mero strumento numerico, avente funzioni di misurazione e di scambio. Graziani, attraverso un'analisi del pensiero monetario da Adam Smith ad oggi, analizza le implicazioni della teoria del circuito monetario sul pensiero neoclassico, keynesiano e post-keynesiano, giungendo a conclusioni rivoluzionarie per l'intera teoria economica.

immagine della copertina del libro La teoria monetaria della produzione -  autore Augusto Graziani

L'autore si basa infatti sul principio della determinazione endogena della quantità di moneta e sul rifiuto della teoria marginalista della distribuzione, costruendo “un'analisi indipendente, fondata su assunti nuovi e diversi”. Questi ultimi possono essere ricondotti sostanzialmente a due ordini di ipotesi, ovvero la suddivisione della società in gruppi sociali distinti (imprenditori e lavoratori) con propri vincoli ed obiettivi, e la capacità del sistema bancario di creare mezzi di pagamento e di attivare il processo produttivo attraverso il soddisfacimento della domanda di credito. Il ricorso a tali principi consente all'autore di descrivere in modo chiaro e convincente l'effettivo funzionamento dei meccanismi di produzione e di distribuzione della ricchezza in un'economia monetaria.

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