Quali sono gli obiettivi principali del Piano Industriale?
Il nuovo Piano Industraile 2009-2011 si concentra nel consolidamento della crescita dimensionale realizzata negli ultimi anni, in un’ottica di valorizzazione industriale delle potenzialità di sviluppo. L’obiettivo è quello di massimizzare la produttività e la redditività del Gruppo, quale presupposto fondamentale all’autofinanziamento dello sviluppo e al mantenimento degli attuali buoni livelli di patrimonializzazione.
Torna su |
Quali sono i principali target del Piano Industriale?
I principali obiettivi di crescita consolidati attesi per la fine del 2011 sono: Raccolta complessiva a 12,2 mld di euro (+9,6%) Impieghi a 8,4 mld di euro (+5,2%) Margine di Intermediazione a 406 mln di euro (+9,4%) Utile netto 56 mln di euro (+42,4%) ROE 6,9% (+4,2%) Torna su |
Quali sono le direttrici strategiche del Piano?
Le direttrici strategiche del Piano Industriale 2009-2011 sono: - Sviluppo della produttività della rete commerciale, attraverso politiche di crescita della raccolta e del margine da servizi con un’attenzione particolare al riequilibrio tra la redditività e il rischio. Il tutto in previsione di una sostanziale stabilità della dimensione della rete;
- Presidio della qualità del credito, con un’attenzione particolare al mantenimento dell’attuale distribuzione del portafoglio crediti, allo snellimento delle procedure di delibera al fine di ottenere tempi di risposta al mercato sempre più efficienti;
- Sviluppo mirato delle società controllate, finalizzato alla massimizzazione della redditività, al miglioramento del posizionamento competitivo con attenzione alle opportunità di sviluppo e al contenimento degli assorbimenti patrimoniali;
- Organizzazione snella e orientata al cliente, focalizzata al riequilibrio delle risorse dedicate alle attività commerciali, in un’ottica di mantenimento del numero complessivo degli organici e di accelerazione del ricambio generazionale;
- Efficienza operativa, in termini di rielaborazione delle politiche di sourcing al fine di mantenere gli attuali standard quantitativi nell’ambito dell’azione di contenimento delle spese amministrative;
- Evoluzione dei sistemi di governo , finalizzata al miglioramento del presidio delle controllate, alla valorizzazione delle risorse umane e al miglioramento delle attività di pianificazione e controllo, finanza e risk management.
Torna su |
Quanti clienti ha la banca?
Al 31 marzo 2009 i clienti attivi sono oltre 268.000. In particolare: - 266.520 privati;
- 41.929 aziende.
Il dato si riferisce ai clienti con attivo almeno un prodotto bancario. Torna su |
Dal punto di vista della penetrazione del mercato cosa si può dire?
Banca Etruria, negli ultimi anni, ha raggiunto una capillare penetrazione in aree di mercato ben definite e si presenta oggi sul mercato con diversi canali distributivi, costituiti da: |
Quali sono i principali risultati raggiunti nel 2009?
I principali risultati consolidati raggiunti al 31 dicembre 2009 sono stati: A livello reddituale - utile di esercizio a -10, 6 milioni di Euro (19,7 milioni di Euro al 31 dicembre 2008);
- margine di intermediazione a 334,4 milioni di Euro (+8% rispetto al 31 dicembre 2008);
- commissioni nette a 90,6 mln di Euro (+21,5% rispetto al 31 dicembre 2008);
- margine di interesse pari a 221,4 milioni di Euro (-8,5% rispetto al 31 dicembre 2008).
A livello patrimoniale - la raccolta diretta raggiunge 7.751 milioni di Euro (+ 22,8% rispetto al 31 dicembre 2008);
- i crediti verso clientela salgono a 7.470,8 milioni di Euro (+ 5,4% rispetto al 31 dicembre 2008).
Inoltre: - l'indice cost/income raggiunge il 64,5% (65,7% al 31 dicembre 2008).
Torna su |
Banca Etruria si è uniformata ai principi IAS?
Il bilancio di esercizio di Banca Etruria al 31 dicembre 2006 è redatto per la prima volta secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standard Board (IASB), in ottemperanza ai quali era invece già stato redatto il bilancio consolidato del Gruppo Etruria al 31 dicembre 2005. L'applicazione per la prima volta degli IAS/IFRS nell'esercizio 2005 ha determinato un risultato di esercizio di 23,24 mln di euro. Il differente risultato economico conseguito rispetto a quello relativo al bilancio redatto secondo i principi contabili previgenti è prevalentemente attribuibile alle diverse modalità di classificazione e valutazione di alcune tipologie di attività e passività finanziarie. Torna su |
Che livelli di TIER 1 e Coeff. di solvibilità sono stati raggiunti?
Total Capital Ratio al 31 dicembre 2008 Livello Tier 1 gestionale stimato al 31 dicembre 2008
Torna su |
Quali sono i punti di forza della Banca?
Rispetto ai propri concorrenti i principali punti di forza di Banca Etruria sono: - radicamento territoriale e possibilità di fornire servizi/prodotti personalizzati;
- modalità di approccio e di gestione della clientela, improntate a una dimensione personale alla centralità riconosciuta al cliente, che permette di mantenere nel tempo le quote di mercato;
- struttura organizzativa semplice, non appesantita da un eccesso di divisionalizzazione, che consente un migliore presidio delle esigenze della clientela, in particolare del segmento retail e delle PMI, nicchie considerate estremamente appetibili da Banca Etruria.
Altri punti di forza di Banca Etruria sono: - la solidità;
- il management, indipendente e capace, che punta ad una crescita sostenibile della Banca permettendole di mantenere la propria autonomia (in un quadro caratterizzato da aggregazioni);
- l'attività di comunicazione che, da circa due anni, è stata riorganizzata rafforzando le relazioni con i media e gli investitori;
- un portafoglio di prodotti e servizi completo.
Torna su |
Banca Etruria ha dei punti di debolezza?
Più che di punti debolezza si può parlare di aree di miglioramento su cui Banca Etruria sta lavorando. Tra queste, per esempio, un approccio territoriale che fino ad oggi è stato poco aggressivo. Per far fronte a queste criticità Banca Etruria ha messo in atto: - la creazione di 8 Direzioni Territoriali per strutturare il presidio nelle diverse aree geografiche servite, organizzando al meglio l'offerta di credito e di strumenti finanziari e bancari evoluti che interpretino le esigenze specifiche del tessuto economico e sociale locale;
- un maggior presidio dei diversi canali (Private, Corporate, Retail) grazie ad un nuovo modello organizzativo interno; un conseguente rafforzamento della forza vendita con la creazione di figure professionali specifiche, al fine di offrire anche un servizio maggiormente consulenziale;
- un programma di nuove aperture che prevede il rafforzamento della propria rete distributiva in aree di insediamento tradizionale e con tessuto socio-economico ad esso similare.
Torna su |
Banca Etruria potrebbe essere coinvolta nella concentrazione del settore delle Banche Popolari?
Banca Etruria non è interessata ad aggregazioni con altre Banche Popolari e resterà indipendente, conservando l'autonomia che da sempre la caratterizza. Nello scenario evolutivo delle Banche Popolari Banca Etruria intende rafforzare sinergie operative con altri Istituti di medio-piccole dimensioni attraverso un progetto federativo che garantisca la creazione di valore, assicurando nello stesso tempo l'autonomia, il nome e la storia di ogni singola banca. Preservare un tessuto diffuso di Istituti Popolari con un rapporto diretto con il territorio è fondamentale vista l'elevata diffusione delle PMI e di un mercato industriale frammentato. Banca Etruria promuove un modello di business in cui l'interesse di tutti gli interlocutori dell'azienda e lo sviluppo del territorio di radicamento tendono a convergere. Torna su |
Cosa ne pensa Banca Etruria della riforma normativa in atto nel settore?
La normativa delle cooperative in Italia presente nel Testo Unico contiene alcuni aspetti che possono essere migliorati per adeguare ulteriormente la nostra legislazione al contesto Europeo. Un'eventuale riforma del diritto societario non dovrebbe però comportare la perdita della natura degli istituti di credito popolare, conservandone gli elementi fondanti previsti dall'attuale legislatura. In particolare facciamo riferimento al voto capitario, considerato strumento di tutela delle minoranze e della possibilità per ogni Socio di partecipare attivamente alla vita dell'azienda. È importante infatti non snaturare il sistema del credito popolare e la sua natura cooperativa. I suoi pilastri vanno mantenuti perché alla fine sono quelli che garantiscono il successo ai singoli istituti decretato da milioni di Soci che in parte sono anche i clienti delle singole banche. Torna su |
Quali sono le principali tappe del percorso di Responsabilità Sociale di Banca Etruria?
Banca Etruria è da sempre impegnata a favore delle aree in cui opera, creando valore e ricchezza per l'intera comunità attraverso il sostegno ad enti e istituzioni di pubblica utilità, il contributo ad attività di volontariato e la promozione di iniziative culturali, artistiche ed editoriali. Dal 1998 Banca Etruria redige il Bilancio Sociale e dal 2000 ha adottato il modello ABI-IBS. Il documento illustra le attività intraprese dall'Istituto e i loro effetti sulla collettività, a testimonianza della volontà da parte della Banca di comunicare in modo aperto, trasparente e verificabile con i propri interlocutori. Inoltre nel 2005 Banca Etruria ha dato avvio al progetto Diamo valore ai nostri valori, che, dopo un'indagine multistakeholders volta a comprendere quale percezione hanno i propri interlocutori dei principi etici che la caratterizzano, ha portato nel 2006 alla pubblicazione e alla diffusione della Carta dei Valori e del Codice Etico. Nel corso del convegno dedicato al premio “Banche e territorio”, organizzato a Milano da AIFIn - Associazione Italiana Financial Innovation - il 30 novembre 2010, Banca Etruria ha vinto il premio “Banca e Territorio” per il Bilancio Sociale. Un documento che la Banca realizza con continuità da 13 anni coinvolgendo molte delle proprie aree gestionali, adottando metodologia e standard nazionali e internazionali. Il riconoscimento sottolinea l’impegno relativo alla diffusione delle iniziative di responsabilità sociale d’impresa attivate per valorizzare "l'identità" del territorio e per sostenerne lo sviluppo. Torna su |