SEPA

Come cambiano pagamenti e incassi

SEPA (Single Euro Payments Area) è stata sviluppata dallo European Payments Council (EPC) con lo scopo di creare un’area unica per i pagamenti e gli incassi in Euro senza frontiere in tutti i 33 Paesi aderenti, rendendo le transazioni SEPA tanto facili da effettuare e ricevere come le attuali domestiche.

 

Banca Etruria comprende le opportunità e le sfide che il vostro business deve affrontare con la migrazione alla SEPA, sfide strettamente legate alle vostre specifiche esigenze nell’ambito delle operazioni di pagamento e di incasso.

 

Per tale ragione abbiamo pensato di mettere a vostra disposizione una serie di FAQ ed una guida sintetica sulle principali tematiche e attività necessarie per completare il percorso verso la SEPA.

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Guida al Regolamento SEPA

Banca Etruria comprende le opportunità e le sfide che il vostro business deve affrontare con la migrazione alla SEPA, sfide strettamente legate alle vostre specifiche esigenze nell'ambito delle operazioni di pagamento e di incasso.

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FAQ

  • SEPA è l'acronimo che identifica la Single Euro Payments Area (l'Area unica dei pagamenti in euro), ovvero un’area nella quale i cittadini (consumatori, imprese, pubbliche amministrazioni e gli altri operatori economici) indipendentemente dalla loro residenza, possono effettuare e ricevere pagamenti in euro non in contanti sia all’interno dei confini nazionali che fra paesi diversi, alle stesse condizioni e con gli stessi diritti ed obblighi. In termini numerici la SEPA riguarda 33 paesi ( tutti i paesi dell’ Unione Europea, più l’Islanda, la Norvegia, il Liechtestein, la Svizzera e il Principato di Monaco) per un totale di 513 milioni di cittadini e circa 9.200 istituzioni finanziarie.

  • Il progetto SEPA, avviato oltre 10 anni fa – su impulso delle autorità europee – dall’industria bancaria e dei pagamenti europea, prevede la standardizzazione ( tecnica e normativa) dei principali servizi di pagamento al dettaglio non in contante in euro; bonifici e addebiti diretti. In Italia ciò determinerà la sostituzione del servizio di bonifico nazionale con il bonifico SEPA e del servizio di addebito nazionale, il RID, con l’addebito diretto SEPA. Nell’ambito del progetto SEPA sonno state anche definite alcune regole comuni per i servizi basati su carte di pagamento ( ad esempio l’adozione del microchip). In prospettiva si concentrerà su servizi innovativi come i pagamenti tramite telefono cellulare o su internet.

  • L’obiettivo della SEPA consiste nel realizzare un mercato unico, concorrenziale e innovativo per i servizi di pagamento in euro di importo non elevato, rimuovendo ogni tipo di ostacolo tecnico e normativo che finora ha impedito l’efficiente utilizzo dei servizi di pagamento all’interno dell’area. La SEPA rappresenta un importante avanzamento della realizzazione del mercato interno nella comunità europea. Come avvenuto per l’introduzione dell’euro con il contante, poter disporre di procedure armonizzate per effettuare pagamenti in tutti i paesi europei facilita la libera circolazione delle persone, dei beni e dei servizi all’interno dell’area; si tratta quindi di un progetto che ha una speciale valenza politica per l’Europa, di particolare rilievo in questa fase di crisi dell’idea di Europa unita.

  • Dal punto di vista dei consumatori, la SEPA consente di eseguire le operazioni di pagamento in euro anche verso altri paesi dell’area a partire da un unico conto e con la stessa facilità e alle stesse condizioni previste per le operazioni di pagamento nazionali; coloro che vivono, lavorano o studiano al di fuori del paese di origine non dovranno più avere due conti. L’abbattimento delle distanze geografiche e una maggiore automazione del ciclo di pagamento dovrebbero riflettersi positivamente sulla diffusione dei servizi di pagamento innovativi e a valore aggiunto, concepiti per semplificare il processo di pagamento nel commercio e nella vita di tutti i giorni (pagamenti tramite cellulari o internet, biglietti aerei elettronici, fatturazione elettronica, ecc…).

    Anche per le imprese il vantaggio principale della SEPA risiede nella possibilità di effettuare e ricevere pagamenti da e verso atri Paesi dell’UE con le stesse modalità e tempi dei pagamenti nazionali. Le imprese che operano su più paesi europei potranno quindi accentrare la gestione dei pagamenti e delle liquidità senza dovere detenere più conti bancari nei paesi nei quali si intrattengono a vario titolo rapporti commerciali. Ulteriori benefici possono derivare, anche per le imprese che operano esclusivamente in ambito nazionale, dall’adozione di un unico standard di trasmissione e ricezione degli ordini di pagamento nel colloqui con le banche, che potrà essere integrato con più avanzate procedure di gestione aziendale e di fatturazione elettronica.


    Per le banche e gli altri prestatori di servizi di pagamento, la SEPA fornisce la possibilità di estendere la propria attività nel settore dei pagamenti al dettaglio su scala europea, poiché saranno in grado di fornire con maggiore facilità i propri servizi a qualsiasi cittadino all’interno dell’area; ciò dovrebbe avere effetti positivi sull’integrazione e sull’efficienza del mercato europeo dei servizi di pagamento; inoltre, la razionalizzazione delle procedure di trasmissione/ricezione dei pagamenti, nonché la maggiore integrazione delle infrastrutture interbancarie, consentirà all’azienda di ridurre – dopo l’investimento iniziale – i costi operativi.

  • Il Regolamento UE 260/2012 ha previsto che, entro il 1° Febbraio 2014, le banche eseguano i bonifici e gli addebiti diretti secondo gli standard e le regole stabilite nello stesso Regolamento; l’utilizzo di questi standard renderà possibile l’invio di pagamenti verso utenti insediati in qualunque paese dell’Unione. Sul fronte della ricezione, è previsto l’obbligo per tutte le banche che offrono servizi di pagamento di essere raggiungibili per i bonifici e gli addebiti diretti iniziati da un pagatore presso qualunque altro paese dell’Unione europea (obbligo già in vigore). Mentre i servizi di addebito diretto in uso nei diversi Paesi dovranno essere “sostituiti” con i nuovi strumenti SEPA, per i pagamenti tramite carta è stata adottata un strategia di “adeguamento” dei circuiti di carte a un nuovo insieme di standard e processi operativi e tecnici i cui lavori sono tutt’ora in corso. Importanti traguardi sono già stati ottenuti con la gestione generalizzata per le carte della tecnologia del micro circuito ( standard EMV) che garantisce una maggiore sicurezza di questi strumenti.

  • La Banca d’Italia è impegnata nella realizzazione del progetto SEPA, fin dal suo avvio, come promotore e facilitatore della migrazione sia nel contesto del Sistema Europeo di Banche Centrali sia in ambito nazionale dove presiede, insieme all’Associazione Bancaria Italiana, Il comitato Nazionale per la Migrazione SEPA. Con l’entrata in vigore del Regolamento 260/2012 che fissa le date ultime per il passaggio dai bonifici e dagli addebiti nazionali a quelli SEPA, la Banca d’Italia è stata designata come autorità competente a presidiare nel nostro paese la regolare applicazione del Regolamento comunitario. Svolge questa funzione in quanto responsabile della sorveglianza sul sistema dei pagamenti ai sensi dell’art.146 del Testo Unico Bancario. Nell’ambito di questa competenza, ha recentemente emanato un provvedimento contenente istruzioni applicative per la migrazione; esse consentono la precisa individuazione dei servizi nazionali corrispondenti al bonifico e all’addebito diretto che dovranno migrare agli standard della SEPA, attivano alcune deroghe previste dal Regolamento e, più in generale, richiedono l’adozione di alcune misure organizzative per facilitare l’offerta da parte degli intermediari e l’utilizzo da parte della clientela dei nuovi servizi di pagamenti paneuropei.

  • I bonifici nazionali e gli addebiti diretti dovranno essere eseguirti secondo le regole e gli standard fissati da regolamento Europeo 260/2012. In particolare, l’utilizzo dello standard di messaggistica ISO-20022 XML costituirà la base per comporre i nuovi messaggi di pagamento che le banche e gli altri intermediari si scambieranno tra di loro; tale linguaggio dovrà essere utilizzato per la trasmissione e la recezione di bonifici e addebiti diretti da parte di quegli utenti ( che non sono consumatori o microimprese) che inviano e ricevono dai prestatori di servizio di pagamento ingenti quantità di bonifico e addebiti diretti in forma raggruppata. L’unico codice identificativo del conto di pagamento sarà l’IBAN che in Italia è stato ormai da tempo adottato. Per quel che riguarda il codice di indirizzamento dei pagamenti, il BIC, esso non potrà più essere richiesto ala clientela dal 1° febbraio 2014 per i pagamenti nazionali e dal 1° febbraio 2016 per quelli transfrontalieri.

  • Il Regolamento 260/2012 non riguarda le carte, le rimesse e la moneta elettronica. Gli assegni sono esclusi dal progetto SEPA. All’interno del contesto nazionale restano operativi, al momento senza cambiamenti, altri strumenti di pagamento come le RIBA, i MAV, i RAV, i bollettini postali e bancari.

  • Per i consumatori il pagamento più importante si è avuto con il passaggio all’IBAN per identificare il conto di pagamento, passaggio che in Italia è già avvenuto. Le nuove regole della SEPA prevedono, inoltre, una diversa modalità per gestire gli addebiti diretti sul proprio conto: i consumatori debitori possono dare istruzioni alla propria banca (o altro intermediario) di bloccare tute le richieste di addebito diretto sul proprio conto o redigere liste di creditori indesiderati ( liste negative) o di creditori da cui accettare richieste di addebito (liste positive) fissando anche importi massimi o specifiche periodicità per l’incasso degli addebiti.
     

    Per le imprese, soprattutto quelle di medie e grandi dimensioni, il passaggio a SEPA comporta la revisione dei sistemi di back office soprattutto nell’invio e nella ricezione di bonifici e addebiti diretti in forma raggruppata. Per essi è infatti previsto l’utilizzo dello standard ISO 20022 XML anche nella tratta fra imprese e banca e viceversa (obbligatorio a partire dal 1° Febbraio 2016). Il passaggio agli addebiti diretti SEPA per le aziende creditrici rappresenta la principale difficoltà della migrazione per la diversa gestione del processo incasso.
     

    La pubblica amministrazione deve adeguare le proprie procedure di pagamento alle regole e agli standard della SEPA. Per la pubblica amministrazione centrale è stato costituito un gruppo di lavoro fra Banca d’Italia, Associazione bancaria italiana e MEF per seguire l’impegnativo processo di migrazione. Per le amministrazioni locali, un ruolo fondamentale nella promozione degli adeguamenti necessari è svolto dalle banche tesoriere.